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La musica provoca emozioni… ma vale per tutti?

musica ed emozioni: la musica commuove tutti?

Ci sono alcune costanti considerate universali: la musica ha il potere di suscitare delle emozioni in tutti gli esseri umani… ma accade proprio a tutti?

In un nuovo studio è stato osservato l’impatto della musica sul sistema di ricompensa del cervello umano. Il sistema di ricompensa è una rete di regioni cerebrali, tra cui lo striato ventrale, l’amigdala, la corteccia prefrontale ventromediale e altro ancora. Premi di tutti i tipi, dai soldi alla musica, attivano queste strutture mesolimbiche nello stesso modo. Ma sono universali? La musica stimola il sistema di ricompensa provocando emozioni in tutte le persone?

Musica ed emozioni: funziona per tutti?

Per rispondere a questi quesiti i ricercatori hanno sottoposto un numero di persone in due esperimenti. Un esperimento riguardava la musica e l’altro una ricompensa monetaria. Durante gli esperimenti, i ricercatori hanno misurato gli effetti fisiologici delle emozioni dal punto di vista dei cambiamenti nella risposta di conduttanza cutanea e la frequenza cardiaca.

Ciò che i ricercatori hanno scoperto è che ci sono alcune persone sane con normale funzione percettiva che non hanno una risposta emotiva alla musica. Essi teorizzano che questo potrebbe avere a che fare con una sorta di interruzione della connettività tra il nervo uditivo e lo striato ventrale. Hanno chiamato questa condizione, in cui la musica non “parla” alle emozioni, “anedonia musicale“.

Non tutti riescono ad avere le stesse emozioni attraverso la musica

In ogni caso, e qualunque sia la causa, risulta che alcune persone sono neurologicamente non emotivamente influenzate dalla musica. Quindi la prossima volta che stiamo per urlare a qualcuno: “Oh, andiamo! Come si può non amare quella canzone!”, fermiamoci un attimo e ricordiamo che potrebbe essere un problema di connettività striato ventrale, soprattutto se quella persona non reagisce emotivamente a nessun tipo di musica (e probabilmente sarà meglio non farglielo notare).

Fonte: Current Biology

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