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Quali sono le convinzioni disfunzionali?

quali sono le convinzioni disfunzionali?

Le convinzioni disfunzionali sono convinzioni che più o meno consapevolmente riteniamo indiscutibilmente vere. In realtà sono irrealistiche e ci causano malessere, perché disconfermate dal mondo esterno.

Quali sono le convinzioni disfunzionali?

  • Pensiero catastrofico: interpretare fatti, di per sé neutri, come segnali di una sicura catastrofe imminente. Nell’ipocondriaco ad esempio: “mi fa male la testa, sicuramente avrò un tumore al cervello”.
  • Fallacia dell’equità: se da una parte è normale che ognuno di noi valuti la realtà facendo riferimento ad un proprio universo di convincimenti e valori, dall’altra c’è il problema che siamo spesso convinti che i nostri schemi valutativi siano intrinsecamente validi e applicabili ad ogni condizione (validi in assoluto).
  • Doveri disfunzionali: alcune persone hanno impostato la propria vita attorno ad un elenco pressoché infinito di doveri. Ma se alcuni di essi sono necessari per una vita socialmente accettabile, altri sono il risultato di un’educazione rigida e repressiva. Dunque, non hanno alcuna utilità.
  • Aver sempre ragione: tipico di quelle persone che non pongono fine ad una discussione. Finché non gli si è dato ragione.
  • Fallacia della ricompensa e gratitudine: quando si compie un gesto di generosità ci si aspetta gratitudine. Ma non è obbligatorio che gli altri debbano assolutamente ringraziarci.

Processi cognitivi disfunzionali.

  • Filtraggio o selezione arbitraria: ogni atto percettivo è una selezione operata sulla realtà che ci circonda. Sarebbe infatti impossibile prestare contemporaneamente attenzione alle migliaia di stimoli che ci colpiscono. Il processo cognitivo disfunzionale consiste nel concentrare l’attenzione solamente sugli aspetti negativi della realtà (depressione).
  • Pensiero polarizzato: insistenza su scelte dicotomiche, di cui una esclude l’altra (o nero o bianco).
  • Ipergeneralizzazione: è alla base dei pregiudizi e degli stereotipi e porta solitamente ad assumere decisioni nefaste. La persona che ipergeneralizza estende in modo arbitrario e illegittimo l’esperienza vissuta in una situazione particolare a tutte le altre situazioni ad essa simili.
  • Lettura del pensiero: poter comprendere i pensieri altrui.
  • Personalizzazione: tendenza a vedersi al centro dell’attenzione degli altri. Dunque sentirsi responsabili di tutto ciò che accade nel nostro mondo. Ad esempio: “Il mio partner è triste quindi avrò fatto qualcosa di sbagliato”.
  • Ragionamento emozionale: quando si prendono decisioni sulla base delle emozioni. Ad esempio: “Ho fatto questa scelta perché sentivo che era quella giusta”.
  • Etichettatura globale: etichettando le persone in un certo modo pensiamo di poter prevedere facilmente le loro azioni.

Convinzioni disfunzionali e attribuzioni disfunzionali.

Il concetto di Locus of Control (LOC) è stato esposto per la prima volta da Julian Rotter negli anni 50. Esso riguarda il grado in cui le persone ritengono di poter influire sugli eventi della vita. Una persona con locus of control interno pensa che i suoi sforzi e le sue decisioni possano modificare il comportamento e ciò che accade nella sua vita.

All’opposto chi ha un locus of control esterno ritiene che il proprio impegno non influisca sugli avvenimenti della vita che è sotto il controllo della fortuna, del volere di Dio o comunque di circostanze casuali.

In particolare ci sono tre tipici errori di attribuzione

  • Fallacia di controllo: è un modo erroneo di valutare il grado in cui riusciamo a influenzare e controllare gli eventi. Può, ad un estremo, farci sentire del tutto impotenti ad alterare il corso del destino (depressione) e all’altro estremo farci sentire onnipotenti.
  • Fallacia del cambiamento: consiste nel fatto di supporre che gli altri possano e debbano cambiare, in modo tale da rispondere ai nostri desideri e bisogni, senza che da parte nostra vi sia alcuna reciprocità. In realtà le uniche persone su cui possiamo esercitare un controllo ampio e decisivo siamo noi stessi.
  • Colpevolizzazione: queste convinzioni disfunzionali attribuiscono agli altri la responsabilità di quanto ci succede. Hanno il vantaggio di sollevarci dalle nostre ansie e canalizzare tensione e collera verso obiettivi determinati.

A cura del Dott. Aldo Gabardo

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